Il progetto di ripopolamento dell'astice europeo è mirato a favorire la presenza nell'ecosistema di questa specie tendenzialmente poco abbondante, incentivando l'economia locale basata sulla pesca di questi crostacei.
I ripopolamenti attivi lungo le fasce costiere, perseguiti dal Centro Ittiogenico Marino di Tarquinia, fanno parte di un progetto più ampio di gestione ecosostenibile delle risorse, nel quale ci si propone di sviluppare e incentivare la pesca responsabile, limitando l'impatto delle attività antropiche sugli ecosistemi marini.
Eleonora Saraga e Alessandro Carlini, diretti dal Professor Giuseppe Nascetti, sono responsabili del progetto “Homarus Gammarus”. Prelevano le femmine ovigere catturate dalle attività di piccola pesca locale. Spiegano i biologi: «Acclimatiamo e stabuliamo gli esemplari all’interno dell’impianto a circuito chiuso dell’avannotteria, in vasche contenenti 1500 litri di acqua. Le condizioni biologiche e ambientali sono garantite da specifici filtri e dal costante monitoraggio dei parametri chimico-fisici dell’acqua. Quando le uova raggiungono la maturità, preleviamo le femmine trasferendole in apposite vasche di schiusa, dove vengono successivamente raccolte le larve».
Da questo momento inizia la fase di incubazione delle larve planctoniche, durante la quale viene somministrato il nutrimento costituito da alghe e Artemia salina. Gli esemplari passano dal primo stadio pelagico, al quarto stadio bentonico effettuando tre mute. La velocità con cui l’intero ciclo di metamorfosi si evolve, dipende dalle condizioni ambientali e biologiche. Nell’ultimo stadio, la struttura corporea delle larve muta distintamente verso la forma adulta: le chele e la coda si estendono all’infuori permettendo ai pleopodi (appendici motorie) di far nuotare l’astice in avanti e di cercare nutrimento nel substrato, adattandosi alla vita bentonica.
Raggiunto questo stadio, gli esemplari accentuano la territorialità e l’attività predatoria di cannibalismo ...
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