Al confine con la Toscana, le acque del fiume Fiora ricevono quelle dell'Olpeta. In questo territorio ricco di testimonianze archeologiche, sono situate la necropoli eneolitica di Ponte San Pietro, la Grotta Nuova dell'età del Bronzo e i romitori di Poggio Conte.
L'eremo di Grotta Nova sulla parete est lungo le sponde delll'etrusco Armine, lo storico fiume di Vulci; è stato un luogo utilizzato per le sepolture collettive, secondo un costume funerario che sembra aver avuto inizio in alcune parti d'Italia già alla fine del Neolitico, proseguito nell'età del Bronzo antico e medio iniziale, fino a metà del XV secolo a.C.
La scelta di grotte situate in luoghi difficilmente accessibili, era probabilmente voluta per evitare rischi di depredazione da parte di altri gruppi umani. Non è chiaro quale fosse il rituale delle deposizioni poiché i resti scheletrici non sono in connessione anatomica. Si suppone che il rito prevedesse per ogni nuova sepoltura lo spostamento dei resti umani precedentemente deposti. La presenza di corredi funebri nei sepolcreti testimonia la credenza in una vita ultraterrena. I defunti erano deposti vestiti con gli oggetti di ornamento personale e gli uomini anche con le armi; la deposizione era inoltre accompagnata da vasi in ceramica per alimenti, che dovevano accompagnare il morto nell'Aldilà.